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Analgesia epidurale e prognosi chirurgica: a che punto siamo?

Autori: Holte K, Kehlet H

Titolo: " Effect of postoperative epidural analgesia on surgical outcome"

Rivista: Minerva Anestesiol 2002; 68:157-161

Tipo di pubblicazione: articolo su rivista umana internazionale

Lingua: Inglese e Italiana (solo Abstract)

Background e metodi

Una riduzione del dolore che consenta una sufficiente mobilizzazione dopo interventi di chirurgia maggiore può essere ottenuta solo per mezzo di analgesia epidurale continua con anestetici locali. Essa è inoltre in grado di ridurre la risposta allo stress chirurgico. Il ruolo dell’analgesia epidurale postoperatoria sulla morbilità postoperatoria è controverso. Abbiamo quindi aggiornato gli effetti dell’analgesia postoperatoria sull’outcome chirurgico.

Risultati e conclusioni

Dopo interventi di chirurgia addominale maggiore l’analgesia epidurale postoperatoria con anestetici locali riduce in modo significativo l’incidenza di ileo postoperatorio e di complicanze polmonari, mentre restano discutibili gli effetti sulla morbilità cardiaca. L’analgesia epidurale continua riduce in modo significativo il rischio di complicanze tromboemboliche in seguito a procedure sulla parte inferiore del corpo, mentre nessun effetto è stato osservato dopo chirurgia addominale maggiore. Sfortunatamente molti studi sono stati disegnati in maniera inadeguata, utilizzando l’analgesia epidurale lombare per procedure addominali o regimi epidurali con insufficienti quantitativi di anestetici locali. Valutazioni future sugli effetti dell’analgesia epidurale sull’outcome postoperatorio richiedono anche l’integrazione dell’analgesia epidurale con un programma di riabilitazione multimodale.

Questo il riassunto italiano di un articolo curato da H. Kehlet, un chirurgo, uno dei padri dell’anestesia locoregionale mondiale e coautore di un “must” dell’editoria nel campo specifico qual è Cousins MJ, Bridenbaugh PS (eds) Neural blockade in clinical anaesthesia and management of pain. 3rd Ed. Philadelphia: Lippincott-Raven, 1998. Seppur breve, l’articolo contiene una mole impressionante di notizie e di spunti per il medico e il medico veterinario che si interessino alle tecniche regionali in generale e alle tecniche epidurali in particolare. Una potenziale spinta ulteriore all’utilizzo di “epidurale” ed “epidurale continua” anche in Medicina Veterinaria. L’articolo rappresenta il riassunto di una interessante relazione tenutasi allo SMART 2002 di Milano lo scorso Maggio ed è contenuto negli atti del Congresso. Presenti 18 voci bibliografiche.

 

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